Qualche mese fa, con l'inizio della stagione estiva, sono tornata dopo moltissimi anni in un luogo a me caro: la Sacra di San Michele in Val di Susa. E' uno dei luoghi sacri dedicati al culto dell'arcangelo Michael, che si trovano sul cammino di Michele, una linea retta che parte dall'Irlanda, con Skellig Michael, scende fino a St Michael's Mount in Cornovaglia, continua con Mont Saint-Michel in Normandia, giunge fino alla nostra magnifica Sacra di San Michele in Piemonte, attraversa la Puglia dove si trova la grotta santuario di San Michele sul Gargano, arriva in Grecia, al monastero di San Michele a Panormitis, nell'isola di Symi, e termina con il Monastero di Stella Maris ad Haifa, in Israele. Lungo questa linea perfetta, disseminata di punti di potere, c'è anche un ottavo edificio proprio a Roma; si tratta di Castel Sant'Angelo, così titolato sempre in onore di Michele, benchè non si tratti di un luogo di culto.
Una leggenda narra che dopo la lotta contro Satana e la sconfitta di quest'ultimo, la spada di Michele cadde sulla terra, designando proprio questa linea retta che attraversa l'Europa e, passando per l'Egeo, giunge in Terra Santa.
Al suo interno, splendidi affreschi - alcuni, purtroppo, in buona parte deteriorati - e bassorilevi scolpiti nella pietra grigia, raccontano un simbolismo arcaico, i cui richiami sono ancora più antichi della stessa tradizione paleocristiana. Esempi significativi in cui mi sono imbattuta sono, ad esempio, l'unicorno nell'affresco interno, il serpe androcefalo bicorne scolpito sul legno del portone, incatenato ad una spada con lama ondulata, e soprattutto, la sirena bicaudata, la vergine che allatta due serpenti, il grifone, il leone, altre creature serpentiformi che si intrecciano a figure antropomorfe.
L'unicorno è associato alla purezza, ma anche alla regalità ed alla magia. Molto diffuso nell'iconografia medievale e nell'araldica, ha ispirato mistici e alchimisti. Effigi di liocorni sono stati trovati su manufatti caldei e babilonesi, testimoniando la sua origine molto antica e precristiana. In un altro affresco, una Madonna con Bambino veste un abito scarlatto; il colore era anticamente associato alla Dea nella sua funzione di sposa e madre, mentre il bianco era attribuito alla fanciulla, il nero all'anziana o sapiente. Il serpe androcefalo, come il basilisco e altre creature mitologiche con attributi ofidi, simboleggia le energie telluriche e gli istinti meno elevati, ma in questo caso la sua raffigurazione con corna rimanda direttamente ad alcune descrizioni bibliche; sul portone si trova incatenato ad una spada e potrebbe dunque rappresentare Satana stesso, imprigionato e sottomesso al verbo divino o al potere di Michele. Della sirena bicaudata ho parlato altrove, e resta per me una delle creature più affascinanti dell'iconografia medievale, alchemica ed esoterica. Lungi dall'essere la seduttrice della letteratura omerica, ammaliante e predatoria, questa sirena si connette al significato più ancestrale delle creature per metà umane e per metà pesce, come il dio mediorientale Dagon, connesso all'abbondanza ed alla fertilità, o le più antiche figure di tritoni e uomini-pesce. La sirena bicaudata è in primo luogo connessa all'elemento acqua, e la sua doppia natura suggerisce sia l'ambivalenza e la trasformazione, sia il tramite tra mondi e dimensioni diverse, come quella terrestre e quella marina, o, da un punto di vista prettamente metafisico, quella umana e quella spirituale. La femme aux serpents, vergine o dea che allatta due serpenti, è quella che, probabilmente, ha origini più antiche: ricorda gli affreschi e le sculture della Creta minoica, con donne o dee dal seno scoperto, che reggono serpenti tra le mani, e in tal senso potrebbe simboleggiare un femminile più arcaico e ctonio, che in tempi molto antichi caratterizzava la Grande Madre o terra nutrice. Ma potrebbe anche essere associata a dee celesti come Ishtar, Lilith, Tiamat o Iside, con il serpente inteso non solo come animale demoniaco ma come emblema di conoscenza iniziatica, potere generativo, energia trasmutativa, rinnovamento e sapienza. Il grifone è forse uno degli animali immaginari più presente nei blasoni e nella simbologia esoterica. Anch'esso ha origini antichissime e si trovano sue raffigurazioni nell'arte caldea e assiro-babilonese, oltre che nel Palazzo di Cnosso a Creta. Come la sirena bicaudata, il grifone contiene una natura doppia; in questo caso unisce aspetti celesti e terrestri, è un animale psicopompo e per tale ragione associato al mondo funerario, ma anche custode della luce della conoscenza. Il leone integra significati diversi a seconda dell'epoca e della cultura di riferimento, compare nella descrizione del Tempio di Solomon, è associato al culto mitraico di origine persiana, e come simbolo solare, nella tradizione cristiana, può facilmente rappresentare Cristo. Il ruggito del leone è stato spesso interpretato dai mistici come la potenza del verbo di Cristo, che riecheggia con forza nelle distese del deserto. Nell'intreccio dei bassorilievi della Sacra si possono distinguere figure di diversi animali, tra cui volatili, canidi e un serpente che emerge dalla bocca di una testa antropomorfa. Queste intricate raffigurazioni sembrano quasi raccontare una storia segreta al visitatore che si addentra, passo dopo passo o per meglio dire, gradino dopo gradino, nei meandri di questo luogo. Salendo, si ha l'impressione di attraversare proprio dimensioni opposte e complementari, e dalle alcove rocciose fino agli archi esterni, spostarsi dalla terra verso il cielo in un movimento non privo di tensione verticale e suggestioni metafisiche.
Foto di Milena Rao, 2026©
In conclusione, credo che la visita alla Sacra di San Michele rimanga un'esperienza davvero intensa ed emozionante, in bilico tra l'attrazione materiale per le bellezze architettoniche, artistiche e paesaggistiche, ed il sentimento spirituale che si può provare nel pellegrinaggio a piedi, tra le piccole borgate, le cascate di rosa selvatica, il bosco intorno, e poi, dopo aver raggiunto il maestoso edificio, percepire le energie vivificanti del luogo, camminare sentendosi quasi al confine tra due cieli, tra due dimensioni diverse, e indugiando su questa invisibile soglia, tra alte colonne e archi rampanti, restare in "attesa di Dio", per citare un libro di Simone Weil, o della presenza del più fedele e splendente dei suoi arcangeli: Michael, che significa, per l'appunto, "Chi come Dio", ovvero, Colui che è simile a Dio.
Milena Rao, Tutti i Diritti Riservati.©
Foto di Milena Rao, 2026©
"Magici Animali di Potere - viaggio attraverso i bestiari magico-religiosi delle culture antiche", Milena Rao, Psiche2 Edizioni, 2014;
"Il Bestiario del Cristo vol. I e II", Louis Charbonneau-Lassay, Edizioni Arkeios, 1995;
"Il linguaggio della Dea", Marija Gimbutas, Venexia Editrice, 2008.
Altre fonti utili per conoscere la storia e l'architettura della Sacra:
Wikipedia, Il Cammino di Michele;
sacradisanmichele.com, Sito Ufficiale.







































