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martedì 7 giugno 2022

L'Ombra e il Male nella civiltà contemporanea

Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad una accelerazione del processo di decadimento culturale della nostra società; l'Italia è uno dei paesi in cui questa decadenza è risultata più violenta e visibile per tutta una serie di fattori politici, sociali e psicologici.
Questo inasprimento di meccanismi già avviati diversi anni or sono, che concernono il linciaggio mediatico e sistematico di chiunque non si allinei all'ideologia dominante, è stato dovuto alla crisi innescata dalla politica covid - e sottolineo "politica covid", non dal covid che si sarebbe potuto gestire in tutt'altra maniera e senza l'isteria collettiva che invece hanno volutamente scatenato le autorità attraverso la spettacolarizzazione della morte e della malattia ed il mantenimento di una grottesca parodia dello stato di guerra - ma, in realtà, è stato solamente il trionfo di un culto della prevaricazione innescato in tempi non sospetti, istituendo di fatto la creazione e persecuzione del capro espiatorio, e coltivando l'intolleranza verso le opinioni differenti da quelle divulgate dal mainstream.
In particolar modo, ciò che è stato istituzionalizzato dall'inizio della pandemia fino all'attuale conflitto russo-ucraino, è stata l'invenzione di un satanismo laico (da Satana, "Avversario"), ossia di un nemico pubblico contro il quale convogliare tutto il malcontento, la frustrazione, l'odio sociale. Un nemico sul quale riversare la colpa di tutto il male che accadeva e continua ad accadere.
In principio, erano le persone che uscivano di casa, magari per una passeggiata in solitaria, e/o che mettevano in discussione le ignobili misure restrittive del regime sanitario, le quali hanno abbattuto in poco tempo i principi della nostra Costituzione e del nostro stesso ordinamento liberal-democratico. Poi, il nemico è diventato il non vaccinato, contro ogni principio ed evidenza scientifica, la persona contraria al green pass, ovvero chiunque volesse mantenere integra la proprietà del proprio corpo contro i tirannici, sadici trattamenti sanitari imposti da autorità e propagandati da istituzioni i quali dovrebbero essere tutti, indistintamente, processati innanzi ad un tribunale internazionale per crimini contro l'umanità. Infine, il nemico è diventato Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa, e con lui i Russi tutti, finache la cultura e l'arte russe: anche questo è accaduto in un'atmosfera di totale irrazionalità, ignoranza o malafede sulle ragioni della Russia e le questioni geopolitiche, insomma, in un clima di continua caccia alle streghe, di inquisizione, di persecuzione e messa al bando di tutte le opinioni dissonanti con l'unico coro stonato diretto dal potere attuale.
Le masse si lasciano trascinare inerti in questo mostruoso "Gioco del Trono" in cui ogni individuo è solo uno zombie telepilotato e scagliato contro i nemici di turno, che quasi sempre sono solo i vivi, cioè gli uomini liberi che conservano ancora il lume della ragione, il calore della dignità, il buonsenso. Questo nonostante i mass media ed il clero che viene chiamato a recitare la propria parte in un teatro sempre più assurdo e grottesco si contraddicano in modo palese, divulghino notizie che risultano poi essere sistematicamente false, mentre sul fronte opposto ci si adoperi affinché qualche barlume di realtà oggettiva, ergo di verità, possa arrivare dentro le case di ognuno assieme alla valanga di menzogne che vi giungono con troppa facilità.
Sorge spontaneo chiedersi quale eggregore terrifica si sia impadronita dell'inconscio collettivo, quale Nume agisca attraverso le persone in una sorta di vera e propria possessione che va ben oltre l'ipnosi di massa, perché dall'ipnosi è possibile svegliarsi, mentre qui ci sarebbe bisogno di chiamare a raccolta tutti i migliori esorcisti della storia del cinema, dal famoso prete a Costantine, fino ai fratelli Winchester di Supernatural. E forse non basterebbero i loro sforzi congiunti a contrastare questa follia che sembra animare legioni di individui ridotti ormai a gusci vuoti, privi di cuore e di pensiero, o meglio, abitati dal pensiero che qualcun altro, dall'alto, stabilisce per loro.
Da studiosa indipendente e appassionata di psicoanalisi junghiana, la mia personale spiegazione risiede in quella che oggi potremmo definire l'Ombra collettiva, formata da tutte quelle pulsioni, da quei fattori inconsci, dagli elementi naturali rimossi a forza dalla coscienza della società.
Tra questi elementi, vi è sicuramente il sentimento religioso. Per troppo tempo la civiltà occidentale ha premuto l'acceleratore sull'atteggiamento positivista, scientifico che è divenuto scientista, utilitarista-remunerativo; una volontà di sezionare ogni cosa, togliendo magia e sponaneità alla vita stessa, unita all'atteggiamento aggressivo nella pretesa di "disinfettare il cielo", come avrebbe detto il mio padre spirituale Carl Gustav Jung, e la natura stessa, dagli Déi. Ma come anche la storia più antica ci insegna, il bisogno di spiritualità, di fede e culto, di ritualità e misticismo, è parte integrante della nostra natura umana, a prescindere dalle singole opinioni che ognuno ha della religione o della metafisica. Non si può sopprimere il sentimento mistico senza che questo esploda, presto o tardi, in una vera e propria isteria religiosa rivolta a ciò che in quel preciso momento storico si sostituisce alla religione, offrendo protezione vera o presunta, rimedi contro il "male" del momento, un sistema di dogmi e credenze che vanno a costituire una fortezza inespugnabile dai fautori del dubbio e della critica razionale, una certa ritualità, una o più istituzioni di riferimento, dei mantra da ripetere per convincere i fedeli, degli oggetti di riconoscimento quindi di culto, e naturalmente un "maligno" contro il quale indirizzare tutte le emozioni negative. In tempo di pandemia, è stata la scienza medica ad auto-proclamarsi nuova religione, in tutto e per tutto, con il suo clero di scienziatucoli da salotto e squallide processioni di flagellanti in coda dinnanzi agli hub vaccinali, che ripetevano pappagallescamente quelle patetiche giaculatorie inculcategli dal sistema mediatico, da pessimi dirigenti politici, e da una classe medica che ha del tutto abdicato a quello che doveva essere il suo ruolo, ovvero curare il malato, e non certo distruggere la salute psico-fisica dei sani. Il tampone naso-faringeo è divenuto il nuovo strumento di tortura, simile all'ago di 9 centimetri con cui gli inquisitori infilzavano ogni parte del corpo delle presunte streghe al fine di scovare il marchio del maligno. I gel igienizzanti hanno rimpiazzato l'acqua santa, le mascherine sono divenute il marchio che distingue gli obbedienti da coloro che proprio rifiutano di sottomettersi al nuovo credo. Questi ultimi, i non-genuflessi, sono stati trasmutati nelle odierne incarnazioni del male, responsabili dei contagi, delle morti, delle terapie intensive e di qualunque altra stupidaggine si prestasse ad essere strumentalizzata dai nuovi chierici. Non vaccinati o semplicemente critici nei confronti dei vaccini, non credenti della narrazione ufficiale (che come sappiamo fa talmente acqua da non risultare credibile neppure per un contadino analfabeta degli anni '50, che perlomeno sarebbe stato in grado di farsi delle domande di fronte ad emerite idiozie come quelle che sono state impunemente pronunciate), personale sanitario che poneva delle legittime domande o sollevava altrettanti legittimi dubbi, giornalisti non allineati, persone comuni riunitesi nelle piazze per manifestare il proprio dissenso verso la politica del controllo e dello psico-terrorismo, come previsto dall'insieme dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
Un altro elemento costitutivo dell'Ombra collettiva, che ha contribuito a proiettare questa in modo così potente da oscurare il cielo, e di conseguenza, nelle tenebre dell'ignoranza e dell'irrazionalità, ridefinire il concetto stesso di Male, annullando simultaneamente ogni capacità di discernere quest'ultimo dal bene, è senza dubbio la rimozione forzata di tutte quelle pulsioni aggressive designate alla sopravvivenza dell'individuo. Per anni, quelle stesse parti politiche che hanno imposto TSO e istigato all'odio verso i non-genuflessi, non hanno fatto altro che indottrinare la popolazione con idee di inclusività e accoglienza che puntualmente si sono scontrate con le realtà barbariche e feroci di chi era il primo a non volersi né potersi integrare, hanno messo al bando e castigato severamente ogni pensiero che si mettesse di traverso alle ideologie dominanti (uno dei tanti esempi è il caso Rowling, che cito perché trattasi di una collega, quando ha osato ribadire ciò che è ovvio per legge di natura, ossia che esitono i generi maschile e femminile), hanno risposto agli attenatati terroristici con i gessetti colorati e la loro banale idea di tolleranza; ci siamo sentiti dire che non dovevamo essere razzisti, xenofobi, transfobici, e mentre i loro palazzi edificati sul nulla tentavano grossolanamente di sostituirsi ai nostri castelli dalle salde fondamenta, mentre i loro arcobaleni sintetici volevano soffocare le nostre profonde radici, mentre i loro cavalcatori di razzi su Marte hanno preteso lo spazio e la considerazione del nostro passato di cavalleria, poesia e valori, l'aggressività di questi novelli paladini dei diritti umani veniva rivolta sempre più e sempre con maggiore intensità contro chiunque osasse professare idee ed opinioni differenti dalle loro. Non sto parlando solo di conservatori o di clerico-fascisti, ma anche di liberi pensatori come me, che non amano genuflettersi alle "ideologie alla moda", come cantava Battisti in Una giornata uggiosa.
Ecco come la naturale aggressività repressa nelle masse attraverso meccanismi sociali e mediatici - nonché scolastici ed accademici - implode ad un certo punto con tutta la violenza di cui è capace, precisamente nel momento in cui viene creato ad arte un nemico che, diversamente da altre categorie, risulta legittimo odiare, denigrare e ghettizzare: ieri i no vax, oggi i Russi, domani i russofili, filo-putiniani, non vaccinati e col volto scoperto, che magari non si genuflettono allo sventolare della bandiera NATO o semplicemente scorgono le dinamiche perverse, le montagne di bugie, il terrorismo psicologico che stanno dietro ad un potere ormai in decadenza il cui unico scopo è mantenere se stesso in piedi, anche se barcollante, ancora in vita anche se già putrescente.
Questi sono, in definitiva, i pilastri dell'Ombra collettiva, e dunque le cause primarie del Male contemporaneo che ho potuto individuare osservando, percependo ed analizzando ogni cosa dalla mia prospettiva, che è quella di un'autrice e ricercatrice indipendente con una particolare attenzione ed una certa sensibilità per il sociale, ma soprattutto per quello che si muove sotto di esso, e che potremmo sommariamente definire psiche collettiva. Naturalmente vi sono molti altri contenuti inconsci, nonché influenze metafisiche, che contribuiscono all'eclissi della coscienza collettiva, all'addensarsi e scurirsi dell'Ombra, e quindi al propagarsi del Male nel mondo contemporaneo esattamente come un virus, attraverso l'inevitabile connessione delle menti, in barba a tutte le profilassi rappresentate dai nostri libri di storia e dalla memoria recente degli olocausti che si sono consumati, dei regimi totalitari, delle guerre che, prima fra tutte, uccidono la verità.
Non mi dilungherò in questa sede ad approfondirli uno per uno, ma invito chi ha letto e gradito questo articolo a seguire anche l'altro mio blog, Figli della Libertà, dove tento di fare una disamina dei fenomeni psichici, occulti e spirituali partendo sempre dalla nostra attualità.

MR

immagine dal web



       

venerdì 2 febbraio 2018

Ila, le Ninfe e la censura

In seguito all'intenzione di rimuovere questo meraviglioso dipinto di John William Waterhouse dal museo in cui si trova in Inghilterra (a testimoniare che non certo solo in Italia arte e cultura sono affidate a perfetti mediocri, ottusi, incompetenti ed ignoranti), dal titolo "Ila e le ninfe" - se non conoscete la storia di Ila potete leggerla su wikipedia o qualunque dizionario mitologico - che è uno dei dipinti preraffaelliti più belli e suggestivi in assoluto...ma in generale a seguito di vari eventi interconnessi che riguardano la nostra attuale civiltà, spenderò qui sopra qualche parola prima di tornare a lavoro a illustrare le fiabe tradizionali (si, sempre quelle che pretendono di censurare, alla faccia loro!). In primis, che un dipinto con dei giovani nudi femminili, con una loro naturale seduttività, possa avere in qualche modo a che fare con la campagna #MeToo e cioè una campagna contro gli abusi sessuali...beh, non so quale mente contorta possa partorire tale grottesca associazione di idee. Poi, il fatto che non si conosca né la mitologia ed il contesto panteista cui si ispira l'opera (come del resto molte altre opere preraffaellite) non è meno grave, ma soprattutto, è palese che si disconosca del tutto - e a causa di ciò venga totalmente frainteso - il simbolismo espresso da tale opera ed i significati attraverso i quali si presta ad essere interpretata. In tutto ciò, la cosa più allarmante, è che la totale ignoranza sui tesori più preziosi custoditi dalla civiltà europea (le cui radici non sono cristiane, come vorrebbero far credere certi luminari da teatrino televisivo che vanno a braccetto con le più becere estreme destre, ma assai più antiche di qualunque monoteismo) rende i medesimi, di fatto, inaccessibili al popolo: se non si comprende il valore immenso e numinoso di cui queste opere sono portatrici, non è possibile neppure trasmetterlo alle nuove generazioni. Allora si, spogliamo pure i musei delle loro opere e cediamo queste ultime a collezionisti privati che - si spera - saranno in grado di apprezzarle davvero e coglierne il valore inestimabile. Ma che, soprattutto, non si sentiranno turbati o sandalizzati dal seno scoperto di una figura adolescente che invita un giovane uomo ad entrare nell'acqua con lei: turbamento e intolleranza che sono tipici di quella società cripto-protestante da cui stanno di recente scaturendo tutte le pretese di censura più assurde, dal bacio del principe alla Bella Addormentata alle Rune sui maglioni scandinavi. La stessa società dal cui inconscio collettivo scaturisce la simpatia per lo chador, per il burqua e per tutte quelle forme di repressione-oppressione ammantata di "esotico" perché proviene da altre culture ma, nei fatti, rimarca sempre la stessa solfa: il corpo della donna è impuro, la bellezza va nascosta, la seduzione è peccato, il sesso si fa solo per fare figli, ecc. E sono proprio i complessi inconsci di questa società ad ammiccare agli estremismi delle società "altre". Se la componente dominante dell'attuale coscienza collettiva, infatti, è quella progressista e libertaria, la sua Ombra speculare è rivolta all'opposto, verso la censura dell'arte e del bello, l'intolleranza e la repressione. Ciò avviene per naturale funzione compensatrice. Questa Ombra trova espressione cosciente, per l'appunto, nelle fazioni opposte all'ideologia dominante: movimenti di estrema destra, pseudo-identitarismi ed integralismi religiosi che spuntano come funghi in risposta al flusso ideologico che domina - ma solo in superficie - le coscienze degli occidentali. Essi stanno prendendo piede, purtroppo, proprio a causa di quegli eccessi ridicoli, di quelle gravi mancanze e di quell'insieme di scelte ed intenti rivelatesi disastrosi quanto infinitamente pericolosi, di cui la politica globalista e progressista è stata fautrice, politica che si nasconde, nel nostro paese, dietro la maschera di una virtuosa sinistra che non esiste più poiché ha rinnegato da tempo i principi sui quali si fondava: ovvero quelli socialisti. Insomma, l'ignoranza e l'incompetenza della funzione primaria, razionale, della collettività, nutre i mostri della funzione inferiore della medesima collettività, i fanatismi che scaturiscono dalle pulsioni inconsce della popolazione, dalle debolezze inespresse, dalle paure, dalla frustrazione, dal bisogno di un rinnovamento spirituale e culturale che, tuttavia, si esprime nel peggiore dei modi, spesso mistificando un passato dal quale ci si dovrebbe essere emancipati ormai da tempo. Così in risposta allo pseudo-femminismo delle Femen e delle lobby che vorrebbero annientare la femminilità attraverso la cultura gender si scagliano boriosi tutti i maschi frustrati e le loro donne affettivamente dipendenti, e abbiamo (di nuovo, che persecuzione!) l'anti-femminismo, l'antiabortismo, l'apologia acritica della famiglia tradizionale - che poi è la stessa dalla quale sono scaturiti tutti i complessi a tonalità affettiva e le menomazioni emotive, e dunque avrebbe bisogno come minimo di una sana riforma, perché per quanto si fatichi a crederlo, gli stessi che oggi inneggiano alle famiglie "alternative", alla maternità surrogata e all'utero in affitto, sono figli e figlie nati e cresciuti in famiglie tradizionali; allora qualcosa è andato storto, mi sorge spontaneo pensare. E poi, ovviamente, abbiamo di nuovo l'antisemitismo, tutti gli "anti" e tutti gli "ismi" e i relativi complotti scaturiti dal disagio individuale e sociale. Veniamo dunque al punto della situazione: fiabe censurate, dipinti che si vorrebbero togliere dai musei, un bambino ebreo di 8 anni picchiato in Francia da due adolescenti. Tutto questo mi ricorda un certo periodo storico che definire tragico sarebbe un eufemismo. Siete proprio sicuri che non servano giornate della memoria? Prima di perderla del tutto, la memoria vera della nostra civiltà, di ciò che è stato e di ciò che merita di essere preservato dall'incombente distruzione e furia iconoclasta, cominciate così: caricate questo dipinto su tutte le vostre pagine e blog, e se dovessero censurarlo, caricatelo nuovamente, create altri profili, stampate i volantini del bellissimo Ila con le sue ninfette nude e appendeteli ovunque. La vera rivoluzione parte dall'arte ma, ancor prima, da noi stessi, dal nostro modo di concepire la realtà, sempre.
MR
J.W.Waterhouse, Hylas and the nymphes

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Ila, le Ninfe e la censura diMilena Rao è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
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lunedì 3 ottobre 2016

L'importanza dell'Animale interiore: riconoscerlo e ascoltarlo


La società moderna mi appare come un organismo tecnicamente funzionante ma essenzialmente sterile, o incapace di valorizzare realmente l’animale-uomo per la sua essenza e non per la sua apparenza, sebbene l’essere umano sia il fondamento stesso di qualunque sistema sociale. La civiltà tecnologica, in cambio dei suoi comfort e della sua rigorosa organizzazione, ha imposto un prezzo molto alto per l’uomo: il sacrificio della sua animalità.
Cosa si intende per “animalità”? Il concetto può essere frainteso, se si pensa che ogni volta che si impiegano termini di paragone tra l’umano e l’animale, lo si fa in una accezione negativa. Si dice ad esempio “sei un animale” per dire che sei una persona violenta o senza morale; “sono delle bestie” riferito ad un popolo che vive in uno stato essenzialmente selvaggio, all’insegna della crudeltà.
Eppure, se osserviamo da vicino il mondo degli animali, realizziamo che esso non è basato unicamente sulla legge del più forte, sebbene questa sia il fondamento dell’equilibrio in natura. Osservando un branco di mammiferi possiamo notare un’eccellente organizzazione, un grande rispetto della gerarchia, una vita che lascia ampio spazio al gioco ed alla condivisione. Studiando gli uccelli ci accorgiamo presto di quanta cura abbiano dei propri piccoli; pesci come il salmone ci insegnano quanta potenza vi è in una simile creatura nel mantenere attivo il ciclo della vita. L’esplorazione della natura ci guida alla scoperta di un tesoro preziosissimo. Fare esperienza diretta del mondo naturale agevola la guarigione dell’anima e consente una crescita interiore ed uno sviluppo dell’empatia.
Gli animali riescono a vivere in totale coerenza con se stessi, senza mascherarsi, senza fingere né desiderare di essere ciò che non sono, senza menzogne e con un amore sconfinato per la vita. Questo potenziale, naturalmente, si trova anche nell’essere umano, ma viene castrato sistematicamente dall’ambiente in cui si forma il cucciolo d’uomo. Qualche esempio di questa castrazione è visibile nei metodi educativi: alle ragazze viene insegnato ad “essere carine”, ai ragazzi a non piangere. Avete mai visto una leonessa che si preoccupa di essere carina, magari davanti ad una preda, o peggio ancora ad un bracconiere? Riuscireste ad immaginare un grosso alce che, con la zampa attanagliata dalla trappola di un cacciatore, non si lamenta e piange in modo straziante per il dolore?
La società reprime la parte animale degli esseri umani per ragioni del tutto utilitaristiche: serve che le persone si comportino in un certo modo, dunque non è dato loro di vivere liberamente la propria animalità. Se questo può apparire funzionale per la struttura sociale in cui ci ritroviamo a vivere, di certo non lo è per la nostra anima, né per il raggiungimento di un benessere più profondo che non ha a che fare con l’essere persone ricche o di successo. Ne sono un esempio le numerose malattie della psiche che affliggono l’uomo moderno. Più precisamente, le patologie psichiche così diffuse nell’Occidente industrializzato non sono altro che un campanello d’allarme, un segnale che indica che abbiamo bisogno di recuperare la nostra essenza, di riappropriarci della nostra natura più profonda, di armonizzare il nostro lato istintivo-animale con quello intellettuale-sociale. Vivere la propria animalità non significa abbandonarsi a comportamenti dissoluti, violenti o moralmente riprovevoli. Significa piuttosto trovare un equilibrio tra gli opposti dentro di noi, tra la pulsione e la ragione, tra il potenziale inconscio e quello dell’io cosciente.
La religione dell’antico Egitto offre due magnifiche divinità archetipiche che rappresentano questo dualismo: Sekhmet e Bastet, la Dea-Leonessa e la Dea-Gatto. La prima rappresenta il femminino selvaggio, la forza bruta, l’aggressività ferale. La seconda, invece, è una dea amorevole, protettiva; è il felino addomesticato. Potremmo identificare Sekhmet con il nostro Io-Animale, Bastet con l’Io-razionale, addomesticato dalla società. Perché vi sia equilibrio, entrambe le divinità devono coesistere. Ma non va dimenticato che Sekhmet rappresenta il più importante dei due aspetti, in quanto essa è la prima dea, il femminino originale ma anche il potere devastante del principio solare. In principio era solo Sekhmet. Bastet è un aspetto successivo; nasce dall’addomesticamento del felino selvatico. Bastet è una dea di cui gli uomini hanno bisogno, Sekhmet semplicemente è, a prescindere dai bisogni umani.
Nella tradizione dei Nativi Americani, vi sono animali e spiriti guida; ogni animale possiede una determinata medicina, ossia un potere che, una volta attivato, ha la facoltà di guarire e portare ad un livello superiore di coscienza. Anche attivare il potere dell’animale in noi apre la strada alla guarigione ed alla crescita personale e ci mette sul sentiero di vita che realmente ci appartiene.
Inizialmente non è facile riconoscere il nostro animale interiore. Ci hanno abituato sin da piccoli a reprimerlo, ad ignorare i suoi guaiti, persino a soffocare il suo ringhio feroce. Questo ci ha resi interiormente ciechi, sordi e confusi, vittime e al contempo carnefici del mondo. Ha impoverito il nostro spirito. Ma l’ombra della bestia segue incessantemente la metà alla quale desidera riunificarsi: essa cammina a quattro zampe, e la sua coda spunta prepotentemente tra i vezzi raziocinanti e gli orpelli sotto i quali la società vorrebbe nasconderla. Nelle tenebre dell’ignoranza e dell’inconsapevolezza, gli occhi di questa fiera brillano selvaggi, pregni ancora dell’antico potere, custodi di un sapere che abbiamo sepolto insieme con le vestigia di ciò che siamo stati.
Un modo per riconnetterci al nostro animale interiore è lavorare spiritualmente con gli animali, attraverso la meditazione per esempio. Vi sono molti testi che illustrano in modo più o meno esaustivo il lavoro con gli animali di potere.
Anche avere animali in casa o stare a contatto con la natura e gli animali, attraverso attività quali, ad esempio, l’equitazione di campagna, agevola il processo di identificazione del proprio lato animale: il bisogno moderno di tenere animali domestici è, in molti casi, la necessità inespressa dell’uomo di riconnettersi alla propria natura selvaggia; questa teoria era già stata avanzata da C.G. Jung.
Ma soprattutto, il lavoro costante indispensabile al risveglio dell’animale interiore, è quello di restare in ascolto di sé, delle proprie sensazioni istintive, di quelle paure apparentemente irrazionali, dei propri desideri più profondi.
Quello che in psichiatria viene etichettato come attacco di panico può essere del materiale molto prezioso da analizzare. Spesso il nostro sentire atavico ci dice molto su cosa è benefico per noi o meno. Può capitare di provare disagio, paura o repulsione di fronte a qualcosa o qualcuno: è quella sensazione istintiva che prova l’animale di fronte al potenziale pericolo. Aggredire o fuggire senza cercare troppe spiegazioni permette all’animale di restare in vita: anche nel caso in cui vi è solo un 70% delle possibilità che si tratti di una reale minaccia, infatti, la bestia non esita; è risoluta. Scappa oppure attacca. Se si soffermasse a pensare se è davvero il caso di fuggire o aggredire, questa esitazione potrebbe costarle la vita.
Noi, al contrario, ci ritroviamo spesso a liquidare queste sensazioni, apportando una miriade di giustificazioni raziocinanti, magari colpevolizzando noi stessi per esserci istintivamente sentiti in un certo modo, ecc. Questo, il più delle volte, si rivela nocivo. Spesso cadiamo nella trappola di persone o situazioni negative. Una delle cause più frequenti degli abusi è rappresentata dal fatto che la vittima non riconosce subito il proprio carnefice. A volte siamo noi a gettarci tra le braccia di persone approfittatrici e senza scrupoli, o a tuffarci in situazioni di vita che ci portano irrimediabilmente ad essere infelici. In tutti questi casi mettiamo a tacere il nostro istinto, forniamo delle motivazioni razionali al nostro agire, fingiamo di non aver percepito nulla di malvagio.
Riconnetterci col nostro animale interiore significa, al contrario, imparare ad ascoltare il nostro istinto, a fidarci di esso, ad agire sulla base di questa fiducia. Può non essere facile, ma poco per volta, lavorando su noi stessi, vedremo le nostre percezioni affinarsi sempre di più, ci sorprenderemo di come certe sensazioni “a pelle” si rivelino veritiere e ci proteggano da eventi o incontri spiacevoli.
A questo punto il nostro animale interiore può manifestarsi a noi attraverso i sogni, assumendo l’aspetto di un animale al quale ci sentiamo particolarmente legati, magari. Ascoltarlo e conoscerlo ci aiuterà ad attivare il suo potere, integrando in noi l’ombra della bestia.
Quando ciò avverrà, le qualità di questo animale e i suoi poteri saranno pienamente attivi in noi e nella nostra vita: la capacità di fiutare il pericolo, ad esempio, l’energia vitale, il dono del carpire le cose nascoste, la forza di volontà nel perseguire gli obiettivi che possono portarci una più duratura felicità, la determinazione nel percorrere unicamente il proprio sentiero, anche nelle condizioni più avverse. Seppur in gabbia, infatti, un lupo sarà sempre un lupo; un falco ferito resterà un falco, e così via.
Può darsi che avremo maggiore risolutezza nell’affrontare ciò che ci minaccia, o nel respingere qualcosa che non sarebbe utile al nostro benessere e alla nostra crescita personale. L’animale, infatti, per sua natura, tende sempre alla sopravvivenza, persegue il proprio bene. Nessun animale si punisce per qualcosa di sbagliato che ha fatto, né si sente umiliato se ha fallito, tantomeno smette di cacciare le sue prede perché una gli è sfuggita. L’animale identifica nella sofferenza, nella prigionia e nella morte il suo nemico atavico; dunque lo combatte o lo rifugge.
Allo stesso modo noi dobbiamo imparare a riconoscere e combattere il nostro antico nemico, ovvero tutto ciò che ci può imprigionare in uno stato esistenziale inferiore, che può fare ammalare la nostra anima, che mira ad annientare il nostro spirito.
A volte, o meglio quasi sempre, il peggior nemico è in noi stessi. Anche in questo caso, l’animale interiore è l’alleato ed il potere migliore di cui disponiamo per distruggere i nostri spettri ed accedere ad un nuovo livello di esistenza, senz’altro più ricco di gioia e di significato. 

MR

"Sogno di una notte di luna crescente", illustrazione di Milena Rao

"Sole e Stelle: il dono del Falco"

"La Forza", illustrazione di Milena Rao.



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